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sabato 17 novembre 2012

STOPPER



Vuoti nei giorni dei ricordi
persi nei discorsi coi pensieri
tracce mischiate con colori sfocati
i nostri occhi stanchi e allarmati
fermati
in un interrogativo assillante:
dove sono andati a finire gli
“STOPPER” ?
Ci siamo arresi,
con un sottile dolore, al fato!
Questo progresso ha accavallato
uno sopra all’altro
tutti colpevoli e distanti
pieni di dolori perversi,
 rassegnati:
dove sarà andata a finire,
questa razza,
piena di colossi essenziali,
linfa vitale del giuoco del calcio,
fatta sparire nel nome
della pseudo modernità
un appello: 
almeno si faccia qualcosa
per lasciare un ricordo
che serva da insegnamento
alle giovani generazioni.
Cerchiamo il cimitero
dove portare un fiore,
ascoltare le mille nenie
suonate in loro onore,
per un riassunto consunto
che faccia il punto,
nel loro ricordo,
del loro ricordo.
Lanciando il monito,
perché  non succeda più.
La storia non perdonerebbe
che ci si dimentichi
così in fretta,
di chi, ha scandito
attimo per attimo,
la storia stessa .
Onore ai valorosi :
ROSATO, TUMBURUS,
BALLERI, MALAGOLINI,
MORINI, BRIO.....
E a chi si riconosce in loro
e dica apertamente
senza timore
al proprio “ALLENATORE” :
io sono uno “STOPPER”
non un fantomatico
“CENTRALE”,
coraggio disseppelliamo
questi mitici eroi dimenticati.

sabato 25 ottobre 2008

Quando la trivela era sconosciuta

E' arrivato un pseudo fenomeno dal portogallo che vuole sbalordire gli Italiani con queto modo di calciare denominato Trivela. Mha! Metto questa poesia che si riferisce ad un episodio successo nel 1962 in una frazione del comune di Argenta (Bando).

GOAL
Il giorno che l’allegria tuonò echeggiando
gagliardamente segnali di certa euforia.
Nel verde colore, impastato di bruni riflessi,
delimitato con bianchi segnali.
Quì racconto, una muta azione di gioco,
che la futura cultura calcistica di livello superiore,
avrebbe poi elargito a piene mani (piedi).
Il punto di riferimento calpestato con azione
veloce, in algebrico senso, dove
l’elementare senso avrebbe suggerito
banale soluzione. Tocco tosto
con gesto lungo, con l’interno piede,
che calpestava la linea.
Banale per banale, invece esterno
piede interno, colpivo centro esterno sinistro
della sfera che fluttuando l’aria con fantasioso
entusiasmo regalò allegra gioia
campanilistica.
Una voce racchiusa in una camicettina
a colori con gonna a pieghe, sussurrò:
“Ma sei veramente bravo”!
Il mio viso si colorò ancora di più,
di rosso e di euforia.

Avevo 16 anni ed ero, era il lontano1962 l'epoca di questo episodio